Conformità italiana
La conformità italiana è inclusa, in ogni configurazione
Documento di trasporto, registri IVA, inventario fiscale di fine anno, tracciabilità dei lotti, fattura elettronica controllata prima di partire: tutto acceso in ogni configurazione, dal primo giorno. Chi prende solo il magazzino ha gli stessi obblighi di chi prende tutto, e li assolve con lo stesso software.
DDT, registri IVA, inventario fiscale, lotti e fattura fanno parte del prodotto: nessun modulo da accendere, nessun supplemento da rinnovare.
Causale da elenco chiuso, aspetto esteriore dei beni, colli, peso, data e ora di inizio trasporto.
L’XML emesso passa i controlli ufficiali che si possono fare in casa, prima che lo SdI abbia occasione di scartarlo.
Al 31 dicembre, valorizzato a costo reale dagli strati di carico, e da lì in poi non si riscrive.
Nella maggior parte dei gestionali gli adempimenti italiani sono un pezzo aggiunto sopra: un modulo fiscale che si compra a parte, un export da passare a un altro programma, un foglio che qualcuno ricompila a fine mese. Qui è il contrario. Il documento nasce dal fatto — il DDT dalla spedizione, la fattura dalle righe dell’ordine, l’inventario dagli strati di carico del magazzino — e per questo non è nemmeno possibile spegnerlo: toglierlo vorrebbe dire togliere il fatto.
Il documento di trasporto, con i cinque elementi che deve avere
Il DDT lo genera la spedizione, non una schermata a parte. La causale si sceglie da un elenco chiuso di sei voci, perché è la causale a determinare gli effetti fiscali del documento: a testo libero un «conto vendita» scritto male produce un campo in bianco su un documento di legge, e quel DDT sparisce anche dall’elenco di quelli da fatturare. Accanto ci sono l’aspetto esteriore dei beni, il numero dei colli, il peso e la data con l’ora di inizio del trasporto. La numerazione è per tipo di documento, magazzino e anno, assegnata in modo atomico: due spedizioni chiuse nello stesso istante prendono due numeri diversi e la serie non ha buchi. Anche la merce che si muove dentro casa nasce numerata: un trasferimento fra due tuoi magazzini prende il proprio numero progressivo dalla serie TRANSFER, un reso al fornitore dalla serie SUPRET, dallo stesso contatore atomico. È il numero con cui la merce in viaggio fra i tuoi depositi si ritrova e con cui quello che arriva si riconcilia con quello che è partito; il documento di trasporto con i cinque elementi, invece, nasce dalla spedizione a cliente.
- Causale da elenco chiuso: vendita, reso, conto visione, conto lavorazione, conto deposito, omaggio
- Aspetto esteriore dei beni, numero colli, peso, data e ora di inizio trasporto
- Numerazione per magazzino e per anno, assegnata atomicamente: niente buchi, niente doppioni
- Trasporto a mezzo mittente, destinatario o vettore, con i dati di chi trasporta
- Registro dei DDT che si taglia per data, magazzino, cliente e numero
- Trasferimenti e resi a fornitore nascono con il proprio numero progressivo, serie TRANSFER e SUPRET, dallo stesso contatore
- CAUSALEvenditada elenco chiuso, sei voci
- ASPETTOscatoleaspetto esteriore dei beni
- COLLI3 colli · 12,40 kgpeso reale, non stimato
- TRASPORTOa mezzo vettore · 12/03 ore 16:40inizio del trasporto
Il numero è per tipo di documento, magazzino e anno, assegnato in modo atomico: due spedizioni chiuse nello stesso istante prendono due numeri diversi.
| Cosa parte | Serie | Quando prende il numero | È un DDT? |
|---|---|---|---|
| Spedizione a cliente | DDT | alla chiusura della spedizione | sì, con i cinque elementi di legge |
| Trasferimento fra due tuoi magazzini | TRANSFER | alla creazione del trasferimento | no: numero progressivo di movimentazione |
| Reso al fornitore | SUPRET | alla creazione del reso | no: numero progressivo di movimentazione |
La fattura elettronica, e chi la porta allo SdI
L’XML si compone dalle righe del documento — imponibili, aliquote, imposte, dati del cliente — e non da un modulo ricopiato. Dove l’aliquota è zero il codice Natura è obbligatorio e non viene mai indovinato: la riga senza Natura blocca l’emissione, invece di partire e tornare scartata. Prima dell’invio un controllo preventivo rilegge l’XML che hai davvero emesso e applica i controlli ufficiali dello SdI che si possono verificare senza l’Agenzia: importi e totali di riga, coerenza fra imponibile e imposta, aliquote scritte in forma percentuale, date, elenchi chiusi. Ogni rilievo porta accanto il codice del controllo, così si sa cosa correggere.
- XML composto dalle righe del documento, con imponibile e imposta per aliquota
- Codice Natura obbligatorio sotto lo zero per cento: la riga senza Natura non parte
- Controllo preventivo sull’XML emesso, con il codice ufficiale accanto a ogni rilievo
- Le ricevute rientrano e muovono lo stato: accettata, scartata, mancata consegna
- L’XML trasmesso resta congelato con la sua impronta: si sa quali byte sono partiti
- Nota di credito, anche parziale, collegata alla fattura da cui nasce
- 00423Il totale riga è 122,00 ma da prezzo e quantità risulta 120,00riga 3
- 00400Aliquota a zero senza codice Naturariga 7
- 00424L’aliquota è 0.22: se intendevi il 22%, va scritta 22.00riga 9 · avviso
- ESITO2 errori e 1 avviso, prima di trasmetterecon il codice ufficiale accanto
Sono i controlli ufficiali che si possono fare sui tuoi numeri e sulla struttura del file, prima che l’Agenzia faccia i suoi: tutto quello che dipende da come è scritto il documento si vede adesso, con il codice del controllo accanto. Restano all’Agenzia i controlli che solo lei può fare, la partita IVA in Anagrafe Tributaria e la validità della firma.
Trasmettere allo SdI: con un comando, o per la tua strada
Chi vuole collega il provider: da quel momento la fattura parte da qui con un comando, le ricevute rientrano da sole su un indirizzo di ritorno dedicato e lo stato del documento smette di essere una supposizione — e con quel contratto arriva la conservazione decennale, che il provider porta con sé. La firma digitale resta spenta, e non per dimenticanza: CargoNode emette sempre il formato privato, verso la Pubblica Amministrazione non fattura, quindi la firma non è mai richiesta e l’unico effetto sarebbe pagare di più ogni fattura. Chi preferisce continuare come oggi scarica l’XML — già passato dal controllo preventivo — e lo trasmette per la sua strada, dal portale dell’Agenzia, con la PEC o attraverso il commercialista: la trasmissione resta registrata qui, con il canale e la data. In tutti e due i casi l’XML trasmesso resta congelato con la sua impronta sha256, quindi quali byte sono partiti si dimostra sempre; e una ritrasmissione dopo uno scarto è una riga nuova, non la correzione di quella prima.
- Provider configurato per singolo cliente: invio con un comando e ricevute di ritorno
- Senza provider: scarichi l’XML già controllato e lo trasmetti come preferisci, e la trasmissione resta registrata
- Il canale — a mano o via provider — resta scritto accanto a ogni trasmissione
- Con il provider arriva la conservazione decennale; la firma digitale resta spenta perché non serve e si paga a fattura
- L’XML trasmesso resta congelato con la sua impronta sha256, in tutti e due i casi
- Ambiente di prova e ambiente reale sono una proprietà dell’installazione, mai un campo da spuntare
- Le righeORDINEImponibili, aliquote e imposte vengono dal documento, non da un modulo ricopiato.
- L’XMLFatturaPASotto lo zero per cento il codice Natura è obbligatorio: senza, la riga non parte.
- Il controlloIN CASAI controlli ufficiali che si possono fare senza l’Agenzia, ognuno col suo codice.
- La trasmissioneDUE STRADECon il provider collegato, oppure a mano: le due sono qui sotto.
- L’esitoRICEVUTAAccettata, scartata o mancata consegna, con il protocollo dello SdI.
Il quarto passo ha due strade — e una cosa resta fuori
- Provider collegatoLa fattura parte con un comando e le ricevute rientrano da sole, su un indirizzo di ritorno dedicato.
- Nessun providerScarichi l’XML e lo trasmetti come preferisci: la trasmissione resta registrata, con il canale e la data.
- Firma e conservazioneFuori dal nostro perimetro: le fa il provider, e solo per chi ha collegato l’invio automatico.
I registri IVA e cosa arriva al commercialista
Registro delle vendite, registro degli acquisti e registro dei corrispettivi, con il dettaglio per aliquota su ogni documento e non solo il totale in fondo. Le due date restano distinte, perché sono due fatti diversi: quando l’operazione è avvenuta e quando è stata annotata. L’export per il commercialista si taglia per periodo e viene in due file — i documenti e le loro righe per aliquota — così un trimestre si consegna senza che nessuno ricopi niente. I registri non dipendono dai moduli. La liquidazione periodica, che è un passo in più perché gira i saldi sul libro giornale, sta invece nel modulo Amministrazione insieme alla partita doppia.
- Registro vendite, registro acquisti e registro dei corrispettivi
- Dettaglio per aliquota su ogni documento, non solo il totale
- Data dell’operazione e data di annotazione tenute separate
- Export per il commercialista tagliato per periodo: documenti e righe
- I registri restano attivi in ogni configurazione, per invariante di prodotto
- La liquidazione periodica scrive sul giornale e vive nel modulo Amministrazione
| Registro | Cosa annota | Modulo richiesto |
|---|---|---|
| Vendite | le fatture emesse, con imponibile e imposta per aliquota | nessuno |
| Acquisti | le fatture ricevute, con la loro data di annotazione | nessuno |
| Corrispettivi | le operazioni senza fattura, giorno per giorno | nessuno |
| Liquidazione periodica | i saldi del periodo, girati sul libro giornale | Amministrazione |
Quando la fattura non c’è: il registro dei corrispettivi
Sul commercio elettronico verso i privati la fattura non è dovuta salvo richiesta del cliente, ma l’operazione va comunque annotata. È il punto in cui i gestionali che conoscono solo le fatture perdono i ricavi per strada: l’incasso arriva, la fattura non esiste, e in contabilità resta un buco che a fine anno qualcuno rincorre. Qui l’operazione entra nel registro dei corrispettivi, e l’incasso non ancora certificato si posa su un conto di anticipi da clienti finché non lo è — che è anche il trattamento corretto dell’acconto ricevuto prima della consegna.
- Registro dei corrispettivi accanto ai registri delle vendite e degli acquisti
- Gli ordini del negozio online entrano anche senza fattura
- L’incasso non ancora certificato si posa sugli anticipi da clienti
- La causale dei corrispettivi giornalieri è distinta e riconoscibile
- Il registro è compliance: non è dietro un modulo
- FATTURE3 clienti l’hanno chiestaescono come fatture
- CORRISPETTIVI97 operazioni senza fatturaannotate col loro giorno
- ANTICIPIl’incasso non ancora certificatoconto anticipi da clienti
- RICAVI100 su 100nessun documento inutile
Il buco che a fine anno qualcuno rincorre nasce qui: cento incassi e tre fatture, e i novantasette in mezzo che nessuno ha annotato.
L’inventario di fine anno, valorizzato e congelato
L’inventario dell’articolo 2217 non è un elenco stampato: è un documento datato che deve quadrare con se stesso e con la contabilità. Si congela dopo la chiusura dell’esercizio, con la giacenza ricostruita al 31 dicembre e valorizzata a costo reale dagli strati di carico — non da una stima dell’ultimo prezzo pagato. Ed è irreversibile per costruzione: si emette una volta e non si riscrive. Per questo il comando rifiuta un anno non ancora concluso, che produrrebbe un documento datato 31 dicembre costruito sui movimenti fino a oggi, e rifiuta un inventario vuoto, che quasi sempre significa anno sbagliato o storico non ancora caricato.
- Giacenza ricostruita al 31 dicembre dai movimenti, non dal saldo di oggi
- Valorizzazione a costo reale dagli strati di carico FIFO
- Il totale in testa è la somma esatta delle righe che porta sotto
- L’esercizio in corso viene rifiutato: un inventario così sarebbe sbagliato e definitivo
- L’inventario vuoto viene rifiutato: è quasi sempre un errore di chi preme
- Una volta congelato è immutabile, e ripetere il comando restituisce lo stesso documento
- RIGHEuna riga per articolo, magazzino per magazzinogiacenza al 31 dicembre
- VALOREa costo reale dagli strati di cariconon l’ultimo prezzo pagato
- RIFIUTAl’anno in corso, e l’inventario vuotoi due errori di chi preme
- RIPETIlo stesso comando restituisce lo stesso documentoimmutabile
Il totale in testa è la somma esatta delle righe che porta sotto: congelato una volta, non si riscrive.
Lotti, scadenze e la catena di chi ha ricevuto cosa
Il lotto è del prodotto e porta due date che non vanno confuse: la scadenza, che è dura, e il termine minimo di conservazione, che è un avviso. Sono nel modello dal primo giorno, insieme al fornitore da cui il lotto è arrivato, perché la tracciabilità è conformità e non una funzione avanzata. L’allocazione ordina per scadenza più vicina, dal calcolo di disponibilità fino alla riga di prelievo. E poiché ogni movimento del registro porta con sé lotto e seriale, la domanda «dov’è oggi e a chi è uscito» si risponde filtrando il registro: non c’è una ricostruzione da fare a mano.
- Lotto, scadenza, termine minimo di conservazione e fornitore catturati in ricezione
- Scadenza dura e termine minimo tenuti distinti: bloccano cose diverse
- Allocazione FEFO: esce prima quello che scade prima
- Seriali per la merce che li richiede, dal ricevimento alla spedizione
- Lotto e seriale su ogni riga del registro dei movimenti
- La tracciabilità dei lotti non è un modulo: è sempre accesa
- SCADENZA12/2026dura: blocca l’uscita
- TMC06/2026termine minimo: avvisa
- FORNITOREcatturato in ricezione, insieme al lottoda chi è arrivato
- FEFOesce prima quello che scade primadal preventivo al prelievo
Scadenza e termine minimo di conservazione sono due date diverse e bloccano cose diverse: tenerle sullo stesso campo è il modo classico di sbagliare.
Regime del margine e imposta di consumo
Chi vende usato lavora in regime del margine: al cliente non si espone IVA — la riga porta la natura corrispondente — ma il venditore l’IVA la deve sul margine fra prezzo e costo, e per scorporarla serve una seconda aliquota accanto alla prima. Sono due numeri diversi sulla stessa riga, e tenerne uno solo è il modo classico di sbagliare. L’imposta di consumo su cartine, tubetti e filtri è un’altra cosa ancora: si paga sui pezzi contenuti nella confezione, non sulla confezione, e quel numero non è scritto da nessuna parte nel nome dell’articolo. Si dichiara una volta sul formato, vale per tutte le varianti che lo usano, e l’aliquota è datata perché cambia nel tempo.
- Aliquote configurabili con il codice Natura per le operazioni senza imposta
- Regime del margine: natura verso il cliente e aliquota di scorporo del margine
- Imposta di consumo calcolata sui pezzi della confezione, non sulla confezione
- Pezzi per unità dichiarati sul formato, unità per confezione sulla variante
- Aliquota datata: un cambio di legge non riscrive i documenti già emessi
- In fattura l’imposta segue la sua riga di merce e ne copia aliquota e natura
| Riga | Cosa vede il cliente | Cosa deve il venditore | Su cosa si calcola |
|---|---|---|---|
| Aliquota ordinaria | l’imposta esposta in fattura | la stessa imposta | l’imponibile della riga |
| Regime del margine | nessuna imposta, e il codice Natura accanto | l’IVA scorporata dal margine | la differenza fra prezzo e costo |
| Imposta di consumo | l’imposta accanto alla sua riga di merce | l’imposta da versare | i pezzi contenuti nella confezione |
Da dove comincia la tua storia fiscale
Chi arriva da un altro gestionale porta anni di ordini, clienti e movimenti, e li vuole dentro: servono per lo storico dei clienti, per la rotazione degli articoli, per sapere quanto si comprava. Ma quei documenti li ha già emessi qualcun altro. Per questo il perimetro fiscale è una data dichiarata sul singolo cliente: prima di quella data i dati importati restano leggibili e non generano nessun documento nuovo, dopo di quella i documenti li fa CargoNode con le sue numerazioni, che partono da uno. Così non ci sono due sistemi che numerano lo stesso anno.
- Una data di inizio del perimetro fiscale, dichiarata per singolo cliente
- Lo storico importato resta consultabile ma non produce documenti nuovi
- Le numerazioni nuove partono pulite, per magazzino e per anno
- Ordini e movimenti storici restano nel registro con le loro date vere
- Nessuna rinumerazione di documenti già emessi da un altro sistema
- Importi lo storicoAnni di ordini, clienti e movimenti entrano con le loro date vere.
- Dichiari la data d’inizioIl perimetro fiscale è una data, e si dichiara per singolo cliente.
- Prima di quella dataI dati restano consultabili — storico, rotazione, prezzi praticati — e non generano nessun documento.
- Da quella data in poiDDT e fattura li fa CargoNode, con la sua numerazione, che parte da uno.
Domande frequenti
Se prendo solo il magazzino, posso emettere una fattura?
Sì. Fattura, documento di trasporto, registri IVA, inventario fiscale e tracciabilità dei lotti sono attivi in ogni configurazione: non c’è un modulo da accendere e non si spengono spegnendone un altro. Nei moduli sta altro — la partita doppia con gli acquisti, l’analisi, il conto terzi. Il confine è netto e sta scritto nel codice, non in una promessa commerciale.
E la merce che sposto fra i miei due magazzini?
Il documento di trasporto con i cinque elementi lo emette la spedizione a cliente. Il trasferimento fra due tuoi magazzini prende invece il proprio numero progressivo, serie TRANSFER: è quello con cui la merce in viaggio si ritrova, con cui l’arrivo si riconcilia con la partenza e con cui il collo si ricerca a distanza di mesi. Se una navetta fra due tuoi depositi deve viaggiare accompagnata dal documento di trasporto, quel documento oggi lo componi fuori — e il numero del trasferimento con cui riconciliarlo ce l’hai già.
Trasmettete voi le fatture allo SdI?
La fattura parte da qui: colleghi il provider di trasmissione con le tue credenziali e da quel momento l’invio è un comando, con le ricevute che rientrano da sole sullo stato del documento. Chi preferisce continuare come oggi scarica l’XML già passato dal controllo preventivo e lo trasmette per la sua strada — dal portale dell’Agenzia o attraverso il commercialista — e la trasmissione resta registrata qui, con il canale e la data.
E la conservazione decennale dei documenti?
La porta il provider di trasmissione, per chi ha collegato l’invio automatico: viaggia con quel contratto, insieme alle ricevute. La firma digitale invece resta spenta, perché emettendo sempre il formato privato non è mai richiesta e costerebbe a fattura. Il mattone che ci mettiamo noi c’è in ogni caso: l’XML trasmesso resta congelato qui con la sua impronta sha256, quindi quali byte sono partiti si dimostra sempre.
Vendiamo anche usato: il regime del margine è gestito?
Sì, ed è gestito per come funziona davvero. L’aliquota del margine porta la natura giusta verso il cliente, che non vede imposta in fattura, e accanto tiene l’aliquota con cui il margine va scorporato per calcolare l’IVA che devi tu. Le due cose vivono sulla stessa riga di documento e nessuna delle due si perde per strada.
Abbiamo tre anni di documenti nel gestionale vecchio: come si passa?
Si importa lo storico e si dichiara una data di inizio del perimetro fiscale. Prima di quella data i dati sono consultabili — storico cliente, rotazione, prezzi praticati — e non generano documenti; dopo, i documenti li fa CargoNode. Le fatture già emesse restano dove sono: qui non si rinumerano e non si ricostruiscono.
Chi può vedere i dati della mia azienda?
Ogni cliente ha il suo schema di database separato: non esiste una query che filtri i dati per cliente, perché i dati di due clienti non stanno nella stessa tabella. Gli accessi delle persone passano da ruoli e permessi verificati dal server — il frontend nasconde i pulsanti, il backend decide — e le operazioni sensibili restano scritte in un registro di controllo che si aggiunge e non si riscrive.
Portiamolo sui tuoi documenti
Mandaci un documento di trasporto e una fattura come li fai oggi, con la tua numerazione e le tue aliquote. Ti facciamo vedere come escono da CargoNode e cosa cambierebbe da lunedì mattina.
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