Modulo Conto terzi

La merce di ognuno resta di ognuno

Quando in magazzino c’è la merce di più committenti, la domanda non è più «quanti pezzi ci sono» ma «quanti ne ha lui». Il committente è una colonna su ogni movimento, giacenza e documento, e c’è già dal primo giorno.

Parliamone

In breve

  1. Dal giorno uno
    Il committente è una colonna

    Sta su ogni entità transazionale, anche se lavori solo per te. Accenderlo non sposta dati e non ferma niente.

  2. 4 voci
    Cosa si mette in conto

    Pezzi ricevuti, pezzi spediti, righe prelevate, giacenza a fine periodo: tutti dal registro dei movimenti.

  3. Il portale
    Il committente guarda da sé

    Entra con la sua chiave e vede la sua merce e i suoi ordini. Di chi è la merce lo decide il server, dalla credenziale.

  4. Una per periodo
    Fattura di servizio

    Due clic non fanno due fatture: a dire di no è il database, non un controllo che il secondo clic scavalca.

Chi fa logistica per conto terzi ha soprattutto un problema di confini. La merce di due clienti sta sullo stesso scaffale ma non deve mescolarsi nei numeri, e ogni committente vuole vedere la sua giacenza senza quella del vicino. Questo modulo porta quel confine fino alla fattura di fine mese, con un numero che si rifà uguale se qualcuno lo contesta.

Il committente è una dimensione, non un filtro appiccicato dopo

Prendi un nuovo committente senza dedicargli corsie né duplicare il catalogo: la sua merce resta sua anche sullo stesso scaffale.

  • Il committente sta su tutte le entità transazionali fin dal primo giorno, anche quando è uno solo
  • Fa parte della chiave naturale della giacenza: non è un’etichetta appesa a un totale
  • Stessa ubicazione, committenti diversi, saldi separati: nessuna corsia da dedicare
  • Ortogonale al magazzino: più depositi per un committente, più committenti in un deposito
  • Chi comincia lavorando per sé accende il modulo e continua: nessuna migrazione, nessun fermo
Come funziona, nel dettaglio

Nei gestionali che il conto terzi lo aggiungono dopo, il committente è un campo su alcune tabelle e un filtro su alcune schermate: basta una query che se lo dimentica perché due clienti si vedano. Qui il committente è una colonna obbligatoria su ogni movimento e fa parte della chiave con cui una giacenza esiste: magazzino, ubicazione, articolo, lotto, seriale, committente, stato. Due committenti possono avere merce sullo stesso scaffale e restano due saldi separati, senza dedicare corsie o duplicare articoli. Ed è ortogonale al magazzino: un committente può stare in più depositi, un deposito può servire più committenti, e le due cose non si intralciano.

Ubicazione A-12-3 · magazzino MAG-01
  • 40COMMITTENTE ROSSISKU-4471 · lotto L-2609
  • 25COMMITTENTE BIANCHISKU-4471 · lotto L-2711
  • 12MERCE PROPRIASKU-4471 · nessun lotto
e ognuno vede solo la sua riga
  • L’utente di RossiQuaranta pezzi. Alle altre due righe non risponde «non autorizzato»: per lui non esistono.
  • L’utente di BianchiVenticinque pezzi, lo stesso articolo, un altro lotto. Anche il totale che legge è il suo.
  • Tu, che tieni il magazzinoSettantasette pezzi in quella cella, e di ognuno sai di chi è.
Una cella sola, tre proprietari, tre saldiIl committente fa parte della chiave di una giacenza (magazzino, ubicazione, articolo, lotto, seriale, committente, stato), quindi due merci sullo stesso scaffale restano due saldi separati, senza dedicare corsie. Chi sei lo dice la credenziale, mai la richiesta.

Ognuno vede il suo, totali compresi

Ogni committente vede solo la sua merce, e nemmeno dai totali può intuire quella degli altri.

  • L’ambito si risolve dalla credenziale, mai da un parametro della richiesta
  • Giacenze, ordini, spedizioni, resi e documenti di trasporto sono filtrati per committente
  • Un documento altrui risponde «non trovato», non «non autorizzato»
  • Il filtro entra anche nelle somme e nei conteggi di pagina, non solo nell’elenco
  • Il committente vede il nome dei propri clienti finali, e nessun altro nome
Come funziona, nel dettaglio

Un permesso dice cosa una persona può leggere, non di chi. Sono due domande diverse e la seconda ha una risposta sola, applicata all’ingresso di ogni funzione e non dentro la singola schermata. È così che si coprono insieme l’ordine, il reso, la spedizione e il documento, invece di ricordarsene su uno e scordarsene sull’altro. Un record di un altro committente non risponde «non sei autorizzato»: risponde che non esiste, perché sapere che esiste è già un’informazione. E il filtro non vale solo sulle righe mostrate: vale sui totali e sui conteggi, altrimenti l’impegnato di tutti sottratto alla giacenza di uno darebbe un disponibile più basso del vero.

Il committente A chiede un articolo che tiene anche B
  • RISPOSTAI suoi pezzi, nelle sue celle40 · A-12-3
  • TOTALEAnche la somma di pagina è filtrata come le righeniente totali altrui
  • DOCUMENTO DI BChiesto per numero, risponde «non trovato»non «non autorizzato»

Sapere che un documento esiste è già un’informazione: per questo la risposta è quella che si dà a un numero inesistente.

Il portale del committente: due strade, la stessa risposta

I tuoi committenti guardano da soli merce e ordini, in sola lettura, senza chiederli a te.

  • Chiave legata al committente, revocabile, con l’ultimo utilizzo tracciato
  • In alternativa un utente invitato con ruolo di sola lettura, legato al suo committente
  • Le due strade condividono le stesse letture: nessuna versione «quasi uguale»
  • Ricerca e paginazione sui suoi articoli e sui suoi ordini
  • Sola lettura per scelta: lui guarda, e gli ordini entrano dalle strade normali
Come funziona, nel dettaglio

Al committente si dà una chiave e un indirizzo, e lui guarda la sua merce quando vuole: sono tre letture (chi sono, la mia giacenza, i miei ordini), servite con una chiave legata al suo nominativo. Chi preferisce può invece invitarlo come utente con un ruolo dedicato di sola lettura, che obbliga a scegliere il committente al momento dell’invito. Le due strade rispondono con lo stesso codice, quindi vedono esattamente la stessa cosa: due copie delle stesse letture si scostano al primo cambiamento, e si scostano proprio sul caso che nessuno prova. Il portale è di sola lettura, e questa è una scelta: il committente guarda, non movimenta.

Due strade per far guardare il committente
Cosa cambiaCon la chiaveCon l’utente invitato
Come entraUna chiave legata al suo nominativo, revocabileUn invito con ruolo di sola lettura, legato al committente
Cosa vedeChi è, la sua giacenza, i suoi ordiniLe stesse tre letture, servite dallo stesso codice
A chi si adattaAl gestionale del committente, che chiede i numeri da séAlla persona che entra e guarda una pagina
Quando si revocaLa chiave smette di rispondere, e l’ultimo utilizzo resta scrittoL’utente non entra più
Due copie delle stesse letture si scostano al primo cambiamento, e si scostano proprio sul caso che nessuno prova: per questo le due strade passano dallo stesso codice.

Quanto è costato servirlo, misurato e non stimato

Fatturi il lavoro fatto davvero, con numeri che restano uguali anche se rifai la fattura mesi dopo.

  • Pezzi ricevuti e pezzi spediti, presi dai movimenti veri di quel committente
  • Righe prelevate: il numero che misura il lavoro, non i pezzi
  • Stoccaggio alla fine del periodo, ricostruito dal registro a quella data
  • Stesso periodo, stesso numero: una fattura rifatta a distanza di mesi non cambia
  • Le quattro voci tagliano tutte sullo stesso orologio, così le righe della fattura si sommano fra loro
Come funziona, nel dettaglio

Il conto di fine mese non si compila a memoria: si legge dal registro dei movimenti, che è già la fonte di verità di tutto il resto. Quattro voci (i pezzi ricevuti, i pezzi spediti, le righe prelevate e la giacenza a fine periodo), filtrate sul committente e sull’intervallo di date. La giacenza in particolare si ricostruisce alla data di chiusura del periodo, non a oggi: la fattura di giugno emessa il 10 luglio addebita lo stoccaggio di giugno, e rifatta un mese dopo dà lo stesso numero. È la differenza fra una riga che si può dimostrare e una che, quando il committente la contesta, non si sa più come è nata.

Giugno · quello che è stato fatto per un committente
  • RICEVUTIPezzi entrati, presi dai movimenti veri1.240
  • SPEDITIPezzi usciti980
  • RIGHE PRELEVATEIl numero che misura il lavoro, non i pezzi312
  • STOCCAGGIOGiacenza al 30 giugno, ricostruita a quella data2.106

La stessa fattura rifatta a settembre dà gli stessi quattro numeri: lo stoccaggio si ricostruisce alla chiusura del periodo, non a oggi.

Tariffe per contratto, con un listino di casa alle spalle

Cambi la tariffa di una voce per un committente, e tutto il resto continua a seguire il tuo listino.

  • Un listino di casa per le quattro voci, con l’unità di misura scritta accanto
  • Eccezioni per committente, voce per voce: si sostituisce solo quello che è diverso
  • Si legge quali tariffe sono contrattate e quali arrivano dal listino di casa
  • Regime IVA ordinario, esente o non soggetto, con l’aliquota del magazzino
Come funziona, nel dettaglio

Ogni voce ha una tariffa. C’è un listino del magazzino, che vale per chi non ha condizioni sue, e sopra ci sono le eccezioni per committente: quello che hai concordato con lui, sulle voci che avete concordato. Non c’è bisogno di riscrivere l’intero listino per cambiare una riga, e si vede a colpo d’occhio quali voci sono contrattate e quali seguono il listino di casa. Il regime IVA è del magazzino: ordinario con la sua aliquota, oppure esente o non soggetto, perché chi serve committenti esteri o lavora in regimi particolari non deve piegare il documento a mano.

Le quattro voci, il listino di casa e le eccezioni
VoceUnità di misuraDa dove viene la tariffa
Merce ricevutaper pezzoListino del magazzino
Merce speditaper pezzoListino del magazzino
Righe prelevateper riga prelevataContrattata con questo committente
Stoccaggioper pezzo a fine periodoListino del magazzino
Si sostituisce solo la voce diversa: le altre tre continuano a seguire il listino di casa, e se un domani lo alzi si alzano anche per lui. Il regime IVA è del magazzino: ordinario con la sua aliquota, esente o non soggetto.

La fattura al committente non resta in un foglio a parte

Fatturi ogni periodo una volta sola, e con l’Amministrazione accesa la fattura scende a giornale su conti suoi.

  • Fattura di servizio con le righe delle quattro voci, quantità, tariffa e importo
  • Credito verso committenti su un conto dedicato: il partitario clienti resta esatto
  • Ricavo per servizi logistici separato dal ricavo delle merci
  • Un periodo, una fattura: il secondo tentativo dice quale documento esiste già
  • Una fattura sbagliata si annulla e il periodo si può rifare
  • Gli incassi dei committenti si registrano come gli altri e chiudono la partita
Come funziona, nel dettaglio

Quando il periodo si chiude, le quattro voci diventano una fattura con le sue righe, il suo imponibile, la sua imposta. E con l’Amministrazione accesa quella fattura scende a giornale da sola, su conti suoi: il credito verso i committenti sta separato da quello verso i clienti, e il ricavo per servizi logistici sta separato dal ricavo delle merci. Altrimenti il partitario clienti smette di quadrare e il conto economico mescola due mestieri diversi. Il periodo si può fatturare una volta sola: a impedire il secondo documento è un vincolo sul database, non un controllo fra il clic e il salvataggio che il secondo clic scavalcherebbe comodamente.

Fattura di servizio · e dove finisce a giornale
  • RIGHELe quattro voci, con quantità, tariffa e importodal periodo
  • CREDITOVerso committenti, su un conto suo1215
  • RICAVOPer servizi logistici, separato da quello delle merci4035
  • SECONDO CLICUn periodo, una fattura: a dire di no è il databasee dice quale

Se il credito verso i committenti finisse sul conto dei clienti, il partitario clienti smetterebbe di quadrare e il conto economico mescolerebbe due mestieri diversi.

Lavorare per più committenti, in corsia

In corsia conti, ricevi e spedisci per più committenti, e ogni differenza resta di chi possiede la merce.

  • Conteggi per committente: la sessione di uno non tocca la giacenza dell’altro
  • Ricevimento, prelievo e spedizione portano il committente fin dalla riga
  • La valorizzazione della merce di terzi resta distinta da quella della merce propria
  • Il numero di committenti è un limite sulla tua riga, non un’altra versione del prodotto
Come funziona, nel dettaglio

La segregazione non riguarda solo le schermate del cliente: riguarda il lavoro. Un conteggio si apre per committente: le righe da contare sono le sue e nessun’altra, e la differenza che ne esce nasce già col committente addosso, quindi la rettifica finisce sul suo saldo e non su quello del vicino. Il ricevimento e la spedizione portano il committente fin dalla riga, quindi la merce di due mandanti nella stessa baia non si confonde. E quanti committenti puoi tenere non è una fascia di prodotto: è un numero sulla riga del tuo contratto, che si alza senza cambiare software e senza spostare dati.

Domande frequenti

Devo dedicare un magazzino, o almeno una zona, a ogni committente?

No, ed è il punto. Il committente è una dimensione a sé, indipendente dall’ubicazione: sullo stesso scaffale possono convivere due saldi che restano separati in tutti i conti e in tutte le schermate. Dedicare una zona resta una scelta tua se ti conviene per il giro di prelievo, non un obbligo del software.

Il committente può vedere la merce degli altri?

No. Di chi sia la merce lo decide il server dalla credenziale con cui si entra, mai un parametro della richiesta, e il filtro entra anche nei totali e nei conteggi di pagina. Se prova a chiedere un documento che non è suo, la risposta è che non esiste: dirgli «esiste ma non è tuo» sarebbe già dirgli qualcosa sul lavoro di un altro.

Come si fattura lo stoccaggio?

Sulla giacenza alla fine del periodo fatturato, ricostruita dal registro dei movimenti a quella data. È l’unico modo perché la fattura sia rifacibile: se si leggesse la giacenza di oggi, lo stesso periodo darebbe un numero diverso ogni volta che lo si riapre, e una riga che cambia da sola non si difende davanti a un committente che la contesta.

Il committente può inserire ordini dal portale?

Il portale è di sola lettura, ed è una decisione: il committente guarda, non muove la merce. Vede chi è, la sua giacenza e i suoi ordini, con ricerca e pagine. Gli ordini entrano dalle strade normali (dal tuo ufficio, dal suo negozio online tramite il connettore, o da un’integrazione) e sul portale compaiono con il loro stato, così lui sa a che punto sono senza chiamarti.

Comincio con il mio magazzino e fra un anno arriva un committente. Devo migrare?

No. La colonna del committente c’è già su tutto, con la tua merce intestata al committente di casa: accendere il modulo non riscrive niente, non ferma niente e non chiede un travaso. È la stessa scelta fatta per i magazzini: la seconda sede è un numero da alzare, non un cambio di piattaforma.

Serve l’Amministrazione per fatturare i committenti?

Per emettere la fattura di servizio no: le quattro voci, le tariffe e il documento stanno in questo modulo. L’Amministrazione serve se vuoi che quella fattura entri in partita doppia da sola, sul conto dei crediti verso committenti e sul ricavo per servizi logistici, e che l’incasso chiuda la partita. Sono due decisioni separate, e si prendono in due momenti diversi.

Portaci un committente vero

Raccontaci come lavori oggi per conto terzi: come tieni separata la merce, cosa metti in conto e quanto tempo ti costa il conteggio di fine mese. Te lo facciamo vedere sui tuoi numeri.

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