Modulo Conto terzi
La merce di ognuno resta di ognuno
Quando in magazzino c’è la merce di più committenti, la domanda non è più «quanti pezzi ci sono»: è «quanti ne ha lui». Il committente è una colonna su ogni movimento, ogni riga di giacenza e ogni documento — e non si aggiunge il giorno che serve, c’è già dal primo.
Sta su tutte le entità transazionali fin dall’inizio, anche in chi lavora solo per sé. Accendere il conto terzi non sposta un dato e non ferma niente.
Pezzi ricevuti, pezzi spediti, righe prelevate e giacenza a fine periodo: quattro numeri presi dal registro dei movimenti, non da un contatore a parte.
Entra con la sua chiave e vede la sua merce e i suoi ordini, quando vuole. Di chi sia quella merce lo decide il server dalla credenziale, mai la richiesta che arriva.
Due clic sul pulsante non fanno due fatture: a dire di no è il database, non un controllo che il secondo clic scavalca.
Un operatore logistico non ha un problema di magazzino: ha un problema di confini. La merce di due clienti sta sullo stesso scaffale e non deve mescolarsi nei numeri; il committente vuole vedere la sua giacenza senza vedere quella del vicino; e a fine mese va messo in conto quello che è stato fatto davvero, con un numero che si possa rifare uguale se qualcuno lo contesta. Questo modulo accende la seconda dimensione del prodotto e la porta fino alla fattura.
Il committente è una dimensione, non un filtro appiccicato dopo
Nei gestionali che il conto terzi lo aggiungono dopo, il committente è un campo su alcune tabelle e un filtro su alcune schermate: basta una query che se lo dimentica perché due clienti si vedano. Qui il committente è una colonna obbligatoria su ogni movimento e fa parte della chiave con cui una giacenza esiste — magazzino, ubicazione, articolo, lotto, seriale, committente, stato. Due committenti possono avere merce sullo stesso scaffale e restano due saldi separati, senza dedicare corsie o duplicare articoli. Ed è ortogonale al magazzino: un committente può stare in più depositi, un deposito può servire più committenti, e le due cose non si intralciano.
- Il committente sta su tutte le entità transazionali fin dal primo giorno, anche quando è uno solo
- Fa parte della chiave naturale della giacenza: non è un’etichetta appesa a un totale
- Stessa ubicazione, committenti diversi, saldi separati: nessuna corsia da dedicare
- Ortogonale al magazzino: più depositi per un committente, più committenti in un deposito
- Chi comincia lavorando per sé accende il modulo e continua: nessuna migrazione, nessun fermo
- 40COMMITTENTE ROSSISKU-4471 · lotto L-2609
- 25COMMITTENTE BIANCHISKU-4471 · lotto L-2711
- 12MERCE PROPRIASKU-4471 · nessun lotto
- L’utente di RossiQuaranta pezzi. Alle altre due righe non risponde «non autorizzato»: per lui non esistono.
- L’utente di BianchiVenticinque pezzi, lo stesso articolo, un altro lotto. Anche il totale che legge è il suo.
- Tu, che tieni il magazzinoSettantasette pezzi in quella cella, e di ognuno sai di chi è.
Ognuno vede il suo, totali compresi
Un permesso dice cosa una persona può leggere, non di chi. Sono due domande diverse e la seconda ha una risposta sola, applicata all’ingresso di ogni funzione e non dentro la singola schermata — perché è così che si copre l’ordine, il reso, la spedizione e il documento insieme, invece di ricordarsene su uno e scordarsene sull’altro. Un record di un altro committente non risponde «non sei autorizzato»: risponde che non esiste, perché sapere che esiste è già un’informazione. E il filtro non vale solo sulle righe mostrate: vale sui totali e sui conteggi, altrimenti l’impegnato di tutti sottratto alla giacenza di uno darebbe un disponibile più basso del vero.
- L’ambito si risolve dalla credenziale, mai da un parametro della richiesta
- Giacenze, ordini, spedizioni, resi e documenti di trasporto sono filtrati per committente
- Un documento altrui risponde «non trovato», non «non autorizzato»
- Il filtro entra anche nelle somme e nei conteggi di pagina, non solo nell’elenco
- Il committente vede il nome dei propri clienti finali, e nessun altro nome
- RISPOSTAI suoi pezzi, nelle sue celle40 · A-12-3
- TOTALEAnche la somma di pagina è filtrata come le righeniente totali altrui
- DOCUMENTO DI BChiesto per numero, risponde «non trovato»non «non autorizzato»
Sapere che un documento esiste è già un’informazione: per questo la risposta è quella che si dà a un numero inesistente.
Il portale del committente: due strade, la stessa risposta
Al committente si dà una chiave e un indirizzo, e lui guarda la sua merce quando vuole: sono tre letture — chi sono, la mia giacenza, i miei ordini — servite con una chiave legata al suo nominativo. Chi preferisce può invece invitarlo come utente con un ruolo dedicato di sola lettura, che obbliga a scegliere il committente al momento dell’invito. Le due strade rispondono con lo stesso codice, quindi vedono esattamente la stessa cosa: due copie delle stesse letture si scostano al primo cambiamento, e si scostano proprio sul caso che nessuno prova. Il portale è di sola lettura, e questa è una scelta: il committente guarda, non movimenta.
- Chiave legata al committente, revocabile, con l’ultimo utilizzo tracciato
- In alternativa un utente invitato con ruolo di sola lettura, legato al suo committente
- Le due strade condividono le stesse letture: nessuna versione «quasi uguale»
- Ricerca e paginazione sui suoi articoli e sui suoi ordini
- Sola lettura per scelta: lui guarda, e gli ordini entrano dalle strade normali
| Cosa cambia | Con la chiave | Con l’utente invitato |
|---|---|---|
| Come entra | Una chiave legata al suo nominativo, revocabile | Un invito con ruolo di sola lettura, legato al committente |
| Cosa vede | Chi è, la sua giacenza, i suoi ordini | Le stesse tre letture, servite dallo stesso codice |
| A chi si adatta | Al gestionale del committente, che chiede i numeri da sé | Alla persona che entra e guarda una pagina |
| Quando si revoca | La chiave smette di rispondere, e l’ultimo utilizzo resta scritto | L’utente non entra più |
Quanto è costato servirlo, misurato e non stimato
Il conto di fine mese non si compila a memoria: si legge dal registro dei movimenti, che è già la fonte di verità di tutto il resto. Quattro voci — i pezzi ricevuti, i pezzi spediti, le righe prelevate e la giacenza a fine periodo — filtrate sul committente e sull’intervallo di date. La giacenza in particolare si ricostruisce alla data di chiusura del periodo, non a oggi: la fattura di giugno emessa il 10 luglio addebita lo stoccaggio di giugno, e rifatta un mese dopo dà lo stesso numero. È la differenza fra una riga che si può dimostrare e una che, quando il committente la contesta, non si sa più come è nata.
- Pezzi ricevuti e pezzi spediti, presi dai movimenti veri di quel committente
- Righe prelevate: il numero che misura il lavoro, non i pezzi
- Stoccaggio alla fine del periodo, ricostruito dal registro a quella data
- Stesso periodo, stesso numero: una fattura rifatta a distanza di mesi non cambia
- Le quattro voci tagliano tutte sullo stesso orologio, così le righe della fattura si sommano fra loro
- RICEVUTIPezzi entrati, presi dai movimenti veri1.240
- SPEDITIPezzi usciti980
- RIGHE PRELEVATEIl numero che misura il lavoro, non i pezzi312
- STOCCAGGIOGiacenza al 30 giugno, ricostruita a quella data2.106
La stessa fattura rifatta a settembre dà gli stessi quattro numeri: lo stoccaggio si ricostruisce alla chiusura del periodo, non a oggi.
Tariffe per contratto, con un listino di casa alle spalle
Ogni voce ha una tariffa. C’è un listino del magazzino, che vale per chi non ha condizioni sue, e sopra ci sono le eccezioni per committente: quello che hai concordato con lui, sulle voci che avete concordato. Non c’è bisogno di riscrivere l’intero listino per cambiare una riga, e si vede a colpo d’occhio quali voci sono contrattate e quali seguono il listino di casa. Il regime IVA è del magazzino: ordinario con la sua aliquota, oppure esente o non soggetto — perché chi serve committenti esteri o lavora in regimi particolari non deve piegare il documento a mano.
- Un listino di casa per le quattro voci, con l’unità di misura scritta accanto
- Eccezioni per committente, voce per voce: si sostituisce solo quello che è diverso
- Si legge quali tariffe sono contrattate e quali arrivano dal listino di casa
- Regime IVA ordinario, esente o non soggetto, con l’aliquota del magazzino
| Voce | Unità di misura | Da dove viene la tariffa |
|---|---|---|
| Merce ricevuta | per pezzo | Listino del magazzino |
| Merce spedita | per pezzo | Listino del magazzino |
| Righe prelevate | per riga prelevata | Contrattata con questo committente |
| Stoccaggio | per pezzo a fine periodo | Listino del magazzino |
La fattura al committente non resta in un foglio a parte
Quando il periodo si chiude, le quattro voci diventano una fattura con le sue righe, il suo imponibile, la sua imposta. E con l’Amministrazione accesa quella fattura scende a giornale da sola, su conti suoi: il credito verso i committenti sta separato da quello verso i clienti, e il ricavo per servizi logistici sta separato dal ricavo delle merci — altrimenti il partitario clienti smette di quadrare e il conto economico mescola due mestieri diversi. Il periodo si può fatturare una volta sola: a impedire il secondo documento è un vincolo sul database, non un controllo fra il clic e il salvataggio che il secondo clic scavalcherebbe comodamente.
- Fattura di servizio con le righe delle quattro voci, quantità, tariffa e importo
- Credito verso committenti su un conto dedicato: il partitario clienti resta esatto
- Ricavo per servizi logistici separato dal ricavo delle merci
- Un periodo, una fattura: il secondo tentativo dice quale documento esiste già
- Una fattura sbagliata si annulla e il periodo si può rifare
- Gli incassi dei committenti si registrano come gli altri e chiudono la partita
- RIGHELe quattro voci, con quantità, tariffa e importodal periodo
- CREDITOVerso committenti, su un conto suo1215
- RICAVOPer servizi logistici, separato da quello delle merci4035
- SECONDO CLICUn periodo, una fattura: a dire di no è il databasee dice quale
Se il credito verso i committenti finisse sul conto dei clienti, il partitario clienti smetterebbe di quadrare e il conto economico mescolerebbe due mestieri diversi.
Lavorare per più committenti, in corsia
La segregazione non riguarda solo le schermate del cliente: riguarda il lavoro. Un conteggio si apre per committente: le righe da contare sono le sue e nessun’altra, e la differenza che ne esce nasce già col committente addosso, quindi la rettifica finisce sul suo saldo e non su quello del vicino. Il ricevimento e la spedizione portano il committente fin dalla riga, quindi la merce di due mandanti nella stessa baia non si confonde. E quanti committenti puoi tenere non è una fascia di prodotto: è un numero sulla riga del tuo contratto, che si alza senza cambiare software e senza spostare dati.
- Conteggi per committente: la sessione di uno non tocca la giacenza dell’altro
- Ricevimento, prelievo e spedizione portano il committente fin dalla riga
- La valorizzazione della merce di terzi resta distinta da quella della merce propria
- Il numero di committenti è un limite sulla tua riga, non un’altra versione del prodotto
Domande frequenti
Devo dedicare un magazzino, o almeno una zona, a ogni committente?
No, ed è il punto. Il committente è una dimensione a sé, indipendente dall’ubicazione: sullo stesso scaffale possono convivere due saldi che restano separati in tutti i conti e in tutte le schermate. Dedicare una zona resta una scelta tua se ti conviene per il giro di prelievo, non un obbligo del software.
Il committente può vedere la merce degli altri?
No. Di chi sia la merce lo decide il server dalla credenziale con cui si entra, mai un parametro della richiesta, e il filtro entra anche nei totali e nei conteggi di pagina. Se prova a chiedere un documento che non è suo, la risposta è che non esiste: dirgli «esiste ma non è tuo» sarebbe già dirgli qualcosa sul lavoro di un altro.
Come si fattura lo stoccaggio?
Sulla giacenza alla fine del periodo fatturato, ricostruita dal registro dei movimenti a quella data. È l’unico modo perché la fattura sia rifacibile: se si leggesse la giacenza di oggi, lo stesso periodo darebbe un numero diverso ogni volta che lo si riapre, e una riga che cambia da sola non si difende davanti a un committente che la contesta.
Il committente può inserire ordini dal portale?
Il portale è di sola lettura, ed è una decisione: il committente guarda, non muove la merce. Vede chi è, la sua giacenza e i suoi ordini, con ricerca e pagine. Gli ordini entrano dalle strade normali — dal tuo ufficio, dal suo negozio online tramite il connettore, o da un’integrazione — e sul portale compaiono con il loro stato, così lui sa a che punto sono senza chiamarti.
Comincio con il mio magazzino e fra un anno arriva un committente. Devo migrare?
No. La colonna del committente c’è già su tutto, con la tua merce intestata al committente di casa: accendere il modulo non riscrive niente, non ferma niente e non chiede un travaso. È la stessa scelta fatta per i magazzini — la seconda sede è un numero da alzare, non un cambio di piattaforma.
Serve l’Amministrazione per fatturare i committenti?
Per emettere la fattura di servizio no: le quattro voci, le tariffe e il documento stanno in questo modulo. L’Amministrazione serve se vuoi che quella fattura entri in partita doppia da sola, sul conto dei crediti verso committenti e sul ricavo per servizi logistici, e che l’incasso chiuda la partita. Sono due decisioni separate, e si prendono in due momenti diversi.
Portaci un committente vero
Raccontaci come lavori oggi per conto terzi: come tieni separata la merce, cosa metti in conto e quanto tempo ti costa il conteggio di fine mese. Te lo facciamo vedere sui tuoi numeri.
Parliamone