Conto terzi
Ogni pezzo sa di chi è
Due clienti possono tenere lo stesso articolo nella stessa cella e restare due saldi separati, con due conteggi e due fatture di servizio. Il committente è una colonna del registro dei movimenti e della giacenza, non un campo sull’anagrafica: è per questo che la separazione regge.
Il committente è una delle sette colonne che identificano una riga di giacenza: stessa cella, stesso articolo, due committenti, due saldi.
Unità ricevute, unità spedite, righe prelevate e unità in giacenza a fine periodo: si contano dal registro, non da un foglio a parte.
Sola lettura sulla propria merce e sui propri ordini, con una chiave che puoi far scadere e revocare.
La colonna del committente c’è dal giorno uno anche con un committente solo: iniziare è una riga di configurazione, non un travaso di dati.
Chi fa logistica per conto terzi non ha un magazzino più grande: ne ha uno diverso. Deve tenere separata la merce di clienti che non devono sapere l’uno dell’altro, deve far vedere a ciascuno la propria giacenza senza aprirgli il gestionale, e a fine periodo deve dire con precisione quanto ha lavorato per ognuno — senza ricostruirlo a memoria da un foglio. CargoNode porta il committente dentro il modello dati dal primo giorno, anche per chi tiene solo merce propria: il giorno in cui il conto terzi comincia, non c’è niente da migrare.
Il committente è una dimensione, non un’etichetta
Una riga di giacenza è identificata da sette cose insieme — magazzino, ubicazione, articolo, lotto, seriale, committente, stato — e il committente è una di quelle sette, con un vincolo del database che lo impone. Non è un campo descrittivo che qualcuno compila bene finché si ricorda. Lo stesso vale per il registro: ricevimenti, prelievi, spedizioni, trasferimenti e rettifiche nascono già intestati a qualcuno, e non esiste il movimento senza proprietario. La conseguenza pratica è che la merce di due committenti può convivere nella stessa corsia senza mescolarsi mai nei numeri, e che «quanto ne ha in casa questo cliente» è una domanda con una risposta calcolata.
- Il committente fa parte della chiave della giacenza, insieme a magazzino, ubicazione, articolo, lotto, seriale e stato
- Ogni movimento nasce intestato a un committente: non c’è merce senza proprietario
- Due committenti nella stessa ubicazione restano due righe con due saldi
- La merce di proprietà dell’operatore è a sua volta un committente, quello di partenza
- Giacenze, valorizzazione e conteggi si leggono per committente
- ROSSI50 pezzi · SKU-4471B-04-2 · disponibile
- BIANCHI30 pezzi · SKU-4471B-04-2 · disponibile
- ORDINE ROSSIchiede 60 pezzine ha 50, e il sistema si ferma lì
Non è una nota sul cartellino: sono due righe di giacenza, perché il committente è una delle sette colonne che le identificano — e i trenta di Bianchi non vengono presi per far quadrare l’ordine.
Chi entra vede la propria merce e nient’altro
La segregazione non è una schermata che nasconde delle colonne: è un filtro risolto all’ingresso, prima che una query parta, e ricavato dall’identità di chi chiama — mai da un parametro che il browser possa cambiare. Le letture nascono già ristrette: giacenze, ordini, spedizioni, resi, documenti di trasporto. Sono filtrati anche i totali e i contatori delle pagine, non solo le righe visibili, altrimenti la pagina direbbe «uno di trecentoquaranta» a chi ne ha dodici. E un documento di un altro committente risponde che non esiste, non che non è suo: sapere che esiste è già un’informazione che non gli spetta.
- Il committente si risolve dall’identità di chi chiama, mai dalla richiesta
- Giacenze, ordini, spedizioni, resi e documenti di trasporto filtrati insieme
- Filtrati anche i totali e i conteggi delle pagine, non solo le righe mostrate
- Un record di un altro committente risponde come inesistente
- Un utente legato al conto terzi ma senza committente assegnato non vede niente, invece di vedere tutto
- GIACENZESolo le righe di Rossitotali e contatori compresi
- RICERCAUn codice che c’è, ma è di Bianchinessuna riga, nemmeno a zero
- DOCUMENTOAperto per numero, ma è di un altrorisponde che non esiste
- NON ASSEGNATOUtente del conto terzi senza committentenon vede niente: nel dubbio si chiude
Il committente si ricava dall’identità di chi chiama, mai da un parametro che il browser possa cambiare: il filtro è risolto all’ingresso, prima che una query parta.
Il portale del committente
Al committente servono due risposte — quanta merce ho e a che punto sono i miei ordini — e non gli serve il tuo gestionale per averle. Il portale è una pagina di sola lettura che risponde a quelle due, e ci si arriva in due modi: con una chiave che gli consegni, con scadenza facoltativa e revocabile quando il contratto finisce, oppure con un utente vero invitato dalla pagina Utenti e legato a quel committente. Dietro le due strade c’è lo stesso codice, quindi non possono dire due cose diverse. Gli stati della merce li legge in italiano — disponibile, impegnata, in controllo, danneggiata — perché è un cliente, non un tuo operatore.
- La propria giacenza riga per riga: articolo, magazzino, ubicazione, stato e quantità
- I propri ordini, con lo stato a cui sono arrivati
- Due strade d’accesso, una chiave o un utente, che leggono lo stesso codice
- Chiave con prefisso visibile, ultimo utilizzo, scadenza facoltativa e revoca
- Sola lettura per costruzione: dal portale non si scrive niente
- Crei il committenteIl lunedì in cui firmi: è una riga, non una migrazione.
- Imposti le tariffeIl listino del tuo magazzino, più le eccezioni che hai contrattato con lui.
- Generi la chiave e gliela mandiCon prefisso visibile, ultimo utilizzo, scadenza facoltativa e revoca il giorno che il contratto finisce.
- Il martedì guarda da séLa propria giacenza e i propri ordini, in sola lettura e con gli stati scritti in italiano, senza un accesso al resto del magazzino.
Fatturare il servizio con i numeri del magazzino
Il conto si fa su quattro voci, e nessuna delle quattro si scrive a mano: unità ricevute, unità spedite, righe prelevate e unità in giacenza alla fine del periodo. Le legge dal registro dei movimenti, cioè dalla stessa fonte da cui esce la giacenza — non da un contatore parallelo che qualcuno deve ricordarsi di incrementare. Le tariffe stanno su un listino del tuo magazzino, e sopra quello ogni committente può avere le proprie: chi ha contrattato una condizione diversa ce l’ha come eccezione, non come secondo listino da tenere allineato. Il regime dell’imposta è una scelta tua — ordinaria, esente, non soggetta — e viene congelato sul documento, così una fattura vecchia resta leggibile anche dopo che il regime è cambiato.
- Quattro voci misurate: ricevimento, spedizione, prelievo, giacenza di fine periodo
- Listino del magazzino, più le eccezioni del singolo committente
- Regime dell’imposta ordinario, esente o non soggetto, congelato sul documento
- Una sola fattura per committente e periodo: la seconda la rifiuta il database, non un controllo aggirabile
- Un periodo si può rifare, ma prima si annulla la fattura che c’era
- Ogni riga porta la quantità misurata e la tariffa che ha applicato
| Voce misurata | Da dove esce | Quantità | Tariffa applicata |
|---|---|---|---|
| Unità ricevute | i movimenti di ricevimento del mese | 1.240 | listino del magazzino |
| Unità spedite | i movimenti di spedizione del mese | 1.115 | listino del magazzino |
| Righe prelevate | le righe di prelievo confermate | 388 | eccezione di questo committente |
| Unità in giacenza | la giacenza al 30 giugno | 2.960 | listino del magazzino |
Dal servizio fatturato alla contabilità
Con il modulo Amministrazione acceso, la fattura di servizio non resta un calcolo: diventa una scrittura in partita doppia con una causale sua, su un conto crediti dedicato ai committenti — separato da quello dei clienti, così i due partitari non si mescolano — con l’imponibile sui ricavi per servizi logistici e l’imposta sul suo conto. Nello stesso momento nasce la partita nello scadenzario, e l’incasso del committente la chiude. Senza quel modulo la fatturazione a servizio funziona lo stesso: misura, storicizza e mostra il dovuto, e si ferma prima della contabilità.
- Causale dedicata alla fattura di servizio, distinta dalle vendite di merce
- Conto crediti verso committenti separato dai crediti verso clienti
- Ricavi per servizi logistici distinti dai ricavi di merce
- Partita aperta nello scadenzario, chiusa dall’incasso
- Senza il modulo Amministrazione il calcolo resta, la scrittura no
- La fattura di servizioLe quattro voci con la quantità misurata e la tariffa applicata, l’imponibile e l’imposta secondo il regime che hai scelto.
- Con Amministrazione accesoDiventa una scrittura in partita doppia, su un conto crediti dedicato ai committenti e distinto da quello dei clienti.
- Nasce la partitaNello scadenzario, e l’incasso del committente la chiude.
- Senza quel moduloIl calcolo resta e il dovuto si vede: si ferma prima della contabilità, e questo è tutto quello che cambia.
Il resto del magazzino non cambia
Il conto terzi non è un magazzino a parte: è lo stesso magazzino con una dimensione in più. Ricevi contro un ordine intestato al committente o alla cieca, stocchi, prelevi, imballi, spedisci e stampi il documento di trasporto con la causale giusta — conto deposito e conto lavorazione ci sono, non solo la vendita. I conteggi ciclici si aprono sul singolo committente, così controlli la merce di uno senza fermare quella degli altri. E il numero di committenti e di depositi è scritto sulla tua riga: si alza quando serve, senza cambiare piano, perché il piano è uno solo.
- Ricevimento con ordine intestato al committente o alla cieca
- Documento di trasporto con la sua causale: vendita, reso, conto visione, conto lavorazione, conto deposito, omaggio
- Conteggio ciclico su un solo committente, o su tutti insieme
- Trasferimenti fra depositi con transito a saldo reale
- Committenti, magazzini, utenti, ordini mensili e connettori sono numeri sulla tua riga, e possono non avere tetto
- RicevereRICEVIMENTOLa merce entra e viene contata contro l’ordine, o alla cieca.
- StoccareA-12-3Lo stoccaggio la porta a scaffale, con doppia scansione.
- PrelevarePACK-2Il prelievo la sposta dallo scaffale al banco.
- ImballarePACK-2I colli si formano al banco, articolo per articolo.
- SpedireUSCITAL’uscita genera il documento di trasporto.
E la merce rientra in tre modi
- ResiIl reso è un movimento di ingresso: rientra in ricevimento e da lì torna a scaffale.
- TrasferimentiFra due magazzini la merce passa da un’ubicazione di transito con un saldo vero.
- RettificheLo scarto di un conteggio diventa un movimento solo dopo l’approvazione.
Domande frequenti
Un committente può vedere la merce di un altro?
No, e non perché una schermata gliela nasconda. Chi entra porta con sé il proprio committente, ricavato dalla sua identità e mai da un parametro modificabile; le letture nascono già ristrette, totali e contatori compresi, e un documento altrui risponde che non esiste invece di rispondere che non è suo. Se un utente è legato al conto terzi ma non ha un committente assegnato non vede niente: nel dubbio il sistema chiude, non apre.
Devo migrare i dati quando comincio a lavorare per conto terzi?
No. Il committente è una colonna del modello dati dal primo giorno, anche in un magazzino che tiene solo merce propria: quella merce è già intestata al committente di partenza. Cominciare significa accendere il modulo Conto terzi, creare i committenti veri e alzare il loro numero. Nessun export, nessun cambio di piattaforma, nessun fermo.
Posso applicare tariffe diverse da committente a committente?
Sì. C’è un listino del tuo magazzino con le quattro voci, e sopra quello ogni committente può avere le proprie: dove c’è l’eccezione vale l’eccezione, dove non c’è vale il listino. Così non ti ritrovi un listino per cliente da tenere allineato a mano, e ogni riga della fattura porta scritta la tariffa che ha applicato.
Come fanno i miei committenti a vedere le giacenze e a sapere cosa è uscito?
Dal portale, dove ognuno entra e vede soltanto la propria merce: le sue giacenze e i suoi ordini — senza che tu gli apra il gestionale e senza che gli finisca sotto gli occhi una riga di qualcun altro. Oppure con una chiave API legata a lui solo, che il suo sistema interroga da sé con lo stesso identico perimetro, così i numeri che legge sono i tuoi e non una copia. E se vende online, i suoi ordini possono entrare dal suo negozio attraverso il connettore. Uno scambio EDI vero e proprio è un progetto a sé, con il formato e il partner del committente: se ne hai uno che lavora solo così, portacelo — è il genere di cosa che si valuta guardando un tracciato vero, non un elenco di sigle.
La fattura di servizio è il documento che mando al committente?
È il calcolo del dovuto, e porta tutto quello che serve per difenderlo: le quattro voci con la quantità misurata, la tariffa applicata, l’imponibile, l’imposta secondo il regime che hai scelto e il totale. Con il modulo Amministrazione diventa anche una scrittura in partita doppia e una partita nello scadenzario. La numerazione fiscale del documento, invece, non nasce qui: qui si decide quanto, e su quali numeri misurati.
Quanti committenti posso avere?
Quanti ne dice la tua riga. Il numero di committenti è un limite scritto accanto a magazzini, utenti, ordini mensili e connettori, e può anche non avere tetto. Quando provi a crearne uno oltre il limite il sistema te lo dice subito, invece di crearlo e presentarti il conto dopo.
Portiamo un tuo committente su CargoNode
Raccontaci quanti committenti hai, come li tieni separati oggi e come misuri quello che fatturi. Ti facciamo vedere il giro intero su un caso tuo: ricevimento, portale, fattura di servizio.
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